Kali Panantukan/Difesa Personale

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Alcune tra le armi utilizzate nel Kali-Eskrima

Alcune tra le armi utilizzate nel Kali-Eskrima

Il Kali, anche chiamata, Eskrima, è un’antica arte marziale di origini filippine.
Al giorno d’oggi, in base ai vari metodi e sistemi codificati, risulta essere un’efficace e devastante disciplina, fondamentale per la difesa personale e anche dei propri cari.
Il praticante potrà sin da subito iniziare a imparare le  tecniche basi nell’uso del bastone (usato sia singolarmente, sia doppio, ovvero un bastone per mano) e del coltello. Parallelamente verranno insegnate le tecniche basilari di difesa da un’eventuale aggressore armato.

Lo scopo principale del Kali/Eskrima è quello di sviluppare nel praticante una totale maestria nell’uso di qualsiasi tipo di oggetto, finalizzata alla difesa personale.
Il costante allenamento con armi bianche porterà ad uno sviluppo di una particolare “manualità marziale”, in modo da rendere l’allievo abile a difendersi in qualsiasi contesto e situazione. Per fare un esempio, poche sono le occasioni in cui, chi subisce un aggressione, ha l’opportunità di accedere velocemente ad un’arma per potersi difendere, rischiando di venir sopraffatto dal delinquente.
Al contrario, utilizzando al meglio il Kali, saremo in grado di difenderci utilizzando qualsiasi strumento o oggetto d’uso quotidiano, come ad esempio una penna, uno zaino o una tastiera del computer.

Il Maestro Ivano Bigi durante l'esecuzione di una tecnica di disarmo

Il Maestro Ivano Bigi durante l’esecuzione di una tecnica di disarmo

Il Panantukan, anche detto Suntukan, è il cosiddetto Pugilato Filippino (Filipino Boxing), ovvero un devastante sistema di difesa a mani nude, sviluppato ai fini della difesa personale. Lo scopo principale sarà quello di imparare ad usare ogni singola parte del corpo come un’arma. Il Panantukan può essere considerato come parte integrante del Kali/Eskrima, ovvero la sua trasposizione nel combattimento a mani nude. Il praticante imparerà a saper “gestire” un eventuale aggressore, utilizzando la cosiddetta “dirty boxing”: utilizzando gomitate, pugni, ginocchiate, leve articolari e soffocamenti. I colpi avranno lo scopo di neutralizzare l’avversario nel più breve tempo possibile. Come ad esempio attraverso dita negli occhi, calci e ginocchiate ai genitali, pressioni dolorosi, colpi alla gola e alle ginocchia.

 

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